Il dato ufficiale è 860 milioni, tanti sono gli abitanti della terra che ancora non hanno accesso all’elettricità. La stima è riferita al 2019, e oggi il numero è già sceso sotto la soglia degli 800 milioni: la discesa è confortante.
D’altra parte sappiamo che il dato indica l’esistenza di una connessione alla rete, non la disponibilità di una fornitura adeguata, e c’è una bella differenza.
Per fornire un buon indicatore di accesso a un vero servizio elettrico sono state formulate varie stime negli anni. Ora un lavoro ampio e più completo dei precedenti (vedi lo studio “Measuring Reasonably Reliable access to electricity services” nella nostra sezione Pubblicazioni), fornisce una cifra enormemente più alta: quelli che non dispongono di una fornitura elettrica ragionevolmente affidabile sono 3,5 miliardi, cioè metà della popolazione mondiale e quattro volte la stima relativa all’accesso.
L’aspetto più interessante dello studio è la costruzione di un indicatore che unisce l’accesso tradizionale con due soglie relative alla frequenza e alla durata delle interruzioni. Definiscono “ragionevolmente affidabile” una fornitura che non imponga al cliente medio più di 12 interruzioni all’anno e una durata massima di 12 ore d’interruzione (nei paesi industrializzati l’ordine di grandezza è una interruzione e una durata di un’ora all’anno).
Scegliendo soglie più o meno esigenti si troveranno valori dell’indicatore di esclusione rispettivamente più alti o più bassi, e si potrà discutere. In ogni caso questo indice composito potrà dare una misura più fedele del miglioramento e della sua velocità, posto che si riesca a ricalcolarlo con sufficiente frequenza.
La divaricazione maggiore tra l’indice di accesso e l’indice composito è nei paesi devastati da una guerra o guerriglia in corso: qui il servizio non viene fornito in misura accettabile nemmeno alla generalità dei clienti connessi alla rete, come ci possiamo aspettare.
L’uso dell’indicatore per analisi di singole regioni e paesi sarà utile. Questo affinamento delle misure è fondamentale per il monitoraggio degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
L’indicatore composito, avvertono gli autori, probabilmente pecca di ottimismo, dato che le aziende fornitrici, che sono anche le stazioni di rilevazione, sottostimano il disservizio, sia per la mancanza di apparecchiature tecniche, sia perché hanno convenienza a farlo.
Potrebbe esserci, per contro, un po’ di pessimismo, se le rilevazioni non colgono in pieno l’ammontare crescente di produzione indipendente di elettricità per autoconsumo senza connessione alla rete. Ad esempio, il Bangladesh vanta di aver installato 4 milioni di Solar Home Systems, piccoli sistemi monofamiliari fatti di un pannello solare, una batteria, una lampadina e una presa, servendo così il 12% della popolazione.
il rapporto completo è disponibile QUI